mercoledì 27 febbraio 2013

Strozzapreti con scarola, filetti di acciuga, olive taggiasche e pecorino romano


Non vi capita mai di vivere dei periodi in cui novità, cambiamenti, impegni si accavallano e si accumulano mettendo così tanta carne al fuoco che avete i capogiri? Che vi sembra che le energie vi mengano meno? Che avete così tante cose a cui pensare che siete quasi sicura di non farcela? Ecco, questo è il mio caso, ho la ristrutturazione della casa nuova, i bimbi, il lavoro, la casa, la palestra, la dieta, il blog, i food eventi...insomma, sto per scoppiare! Per fortuna però ho attorno chi mi sostiene e non mi fa sentire sola, mio marito, le mie amiche, le mie colleghe...e voi!! Oggi vi lascio una ricetta leggera, se non si esagera con il pecorino diventa un ottimo primo piatto light dove il gusto non manca affatto...anzi è una vera delizia. E poi c'è la carissima amica Sabina di VivailVino che oggi, come ogni mercoledì, ci regala i suoi preziosi consigli sul buon vino da acquistare e gustare con questi strozzapreti.

La lista della spesa (per 2 persone):
- 250g di strozzapreti freschi
- 1 cespo di scarola
- qualche filetto di acciuga sott'olio (io filetti di acciughe Nostromo)
- una manciata di olive taggiasche
- 1 spicchio d'aglio
- pecorino romano
- olio extravergine
- sale (se serve)

1) Mondare la scarola, lavarla e tagliarla a pezzetti, in una padella scaldare un giro d'olio con uno spicchio d'aglio. Una volta caldo aggiungervi a piacere i filetti di acciuga, io ne ho messi 6 o 7.
2) Quando le acciughe saranno sciolte eliminare l'aglio e aggiungervi la scarola, fare rosolare, unirvi le olive e continuare finchè la scarola non sarà cotta, aggiustare di sale (io non ne ho aggiunto, le acciughe, le olive e il pecorino la rendono già saporita).
3) Nel frattempo lessare la pasta in acqua bollente salata e quindi saltarla in padella con la scarola, impiattare e finire con un filo d'olio a crudo e scaglie di pecorino romano.


L'abbinamento di VivailVino:

Che dire, per questo primo così invitante e gustoso abbiamo davvero l'imbarazzo della scelta per ciò che riguarda il bere!
Un vino bianco morbido, profumato e di buona struttura sarà perfetto con questo piatto caratterizzato dalla sapidità e dall'aromaticità degli ingredienti che accompagnano la pasta.
Praticamente in tutte le regioni troviamo vini che fanno al caso nostro, ma questa settimana rimaniamo ancora in Piemonte andando alla scoperta del Roero.
A Canale troviamo la cantina Malvirà, che negli anni ha saputo conquistarsi fama e prestigio producendo vini che riflettono il territorio nella forma più pura ed elegante. Conosciuta in particolare per i suoi tre grandi rossi a base Nebbiolo, questa azienda a conduzione famigliare produce anche il buonissimo Langhe Bianco Treuve.
Si parte da uve Chardonnay, Sauvignon e Arneis che vengono raccolte nel mese di settembre e vinificate separatamente in fusti di rovere. Il vino arriva sul mercato dopo una maturazione in legno di circa un anno e in bottiglia per un altrettanto periodo di tempo
Di colore giallo dorato intenso, presenta al naso sentori floreali, di frutta matura, ananas e melone. In bocca è pieno e sapido, con una certa nota finale di miele.
Una temperatura di servizio sui 12° vi permetterà di godere appieno dei meravigliosi profumi di questo vino che trovate in enoteca ad un prezzo di circa 12 euro. Vi ricordo anche che potete visitare l'azienda previa prenotazione, con possibilità di acquisto diretto in loco.
Non mi resta che augurarvi Buon Appetito!

Sabina    



martedì 26 febbraio 2013

Il privilegio di aver vissuto il Carnevale di Ivrea


Il 9 e 10 febbraio, grazie all'Ente Turismo Torino, sono stata ospite, assieme ad altri blogger, del Carnevale di Ivrea. Sono partita davvero con la voglia non solo di divertirmi ma anche di comprendere lo spirito di questo Carnevale, unico nel suo genere: sono tornata piena di entusiasmo, di energia, la stessa energia che si respira nelle vie della cittadina nei giorni di festa.


Se chiudo gli occhi sento ancora il rumore forte dei tamburi, il profumo delle arance e dei fagioli che cuociono per tutta la notte, il calore del vin brulé, le urla di entusiasmo della folla che vive questo carnevale fin nelle viscere. Ci sono tutti, la città partecipa massicciamente, un fiume di berretti rossi, simbolo della libertà guadagnata, che festeggia le figure del Carnevale Storico...La Vezzosa Mugnaia e il Generale.


Niente travestimenti e coriandoli ad Ivrea ma la festa è grande.
Bambini e anziani che insieme vivono il carnevale ballando e cantando fino a notte fonda sul lungo Dora, le squadre di aranceri che si preparano alla battaglia caricandosi con i loro cori, i cavalli che mostrano bellezza e potenza tutti schierati nella piazza del municipio; il ponte di Ivrea che domenica mattina raccoglie l'attenzione di tutta la città nell'attesa di un gesto, come se il mondo si fermasse per un attimo, l'attimo in cui una pietra cade dal ponte e tocca la superficie dell'acqua del fiume Dora.


Condivisione è la parola d'ordine, si condivide ogni istante, si condivide l'entusiasmo e il cibo, si condivide un bicchiere di vino e si condivide soprattutto la storia di questo Carnevale, che parla del popolo Eporediese. Un popolo che nel passato è riuscito a liberarsi da una tirannia che lo stava logorando e che ancora oggi ha voglia di ricordarlo e di urlarlo forte. Viverlo assieme all'organizzazione, scoprirne la storia, i simboli, le tappe e i "dietro le quinte" è stato un vero privilegio, un'esperienza indimenticabile culminata proprio con la famosa battaglia delle arance, che almeno una volta nella vita va assolutamente vista!


Appena arrivati ci è stato spiegato che la magia del Carnevale di Ivrea è esserci: se ci sei, anche come spettatore, anche se di passaggio, diventi parte del tutto. Se ci sei il Carnevale è anche tuo e l'energia, la forza che si respira ti contagia, sale dentro di te. Adesso che sono tornata a casa e ho riposto il berretto frigio nell'armadio, posso affermare che questo Carnevale crea dipendenza: una volta vissuto non si può non tornare. L'anno prossimo io ci sarò, per rivivere tutto, per aspettare ancora la Mugnaia sotto al balcone, per battere le mani alle squadre di aranceri che sfilano sul lungo Dora, per incantarmi ancora davanti ai fuochi d'artificio, per vivere la battaglia...magari come protagonista...chissà.

Come sempre i miei post sono pieni di sensazioni ma poveri di dati storici, per cui, se vi interessa, vi rimando al sito ufficiale del Carnevale, QUI, al post di Claudia QUI che ringrazio per le foto, e al video di Sphimm's Trip QUI.

Buon lunedì a tutti!

lunedì 25 febbraio 2013

Appuntamento con VivailVino



in collaborazione con
l’Associazione Bottega del Vino e Museo del Gusto

PROPONE

“NORD-SUD IN BIANCO”

mercoledì 27 febbraio 2013
Vuoi essere giudice di una competizione dove potrai scegliere il meglio tra quattro bianchi del Nord Italia e quattro bianchi del Sud Italia?
Sarà una serata divertente e spettacolare dove in una forma ad eliminazione diretta grandi vini bianchi del Nord sfideranno
 grandi vini bianchi del Sud.
Alto Adige, Friuli, Valle d’Aosta, Veneto
gareggeranno con i vini di
Abruzzo, Campania, Sardegna, Sicilia.
E sarai proprio tu ad eleggere i campioni!
L’incontro si terrà presso l’aula degustazione della Scuola di Cucina, interna al Museo del Gusto.
Il costo della singola serata è di € 30; € 25 soci Viva il Vino
Orario: 20.45-23.45
Per maggiori informazioni www.vivailvino.it

Posti limitati – prenotazione obbligatoria a
Segreteria Organizzativa
rif. Carolina 3334711610

mercoledì 20 febbraio 2013

Stracotto di manzo alla Barbera con patate prezzemolate


Periodo difficile questo, la ristrutturazione della casa prosegue e ci sono mille cose da seguire, mille scelte da fare non realizzando però fino in fondo come cambierà la mia vita nei prossimi mesi.
In realtà cerco di non pensarci e preferisco vivere alla giornata, ci riesco così bene che a tratti mi dimentico di tutto...mio marito dice che vivo in un tunnel, più che altro cerco di rimanere in equilibrio...non è facile.   
E poi ci sono sempre i compromessi, lo stile della casa deve piacere ad entrambi e questo, per quanto mi riguarda, vuol dire non avere la casa dei miei sogni. Si parte dal compromesso e da lì si lavora, ci si muove per definire uno stile "nostro" che ci identifichi, è un lavoro intenso e faticoso, mi auguro che ne valga la pena, me lo auguro di cuore. Con questa mia ingarbugliata riflessione vi lascio, la ricetta di oggi è un vero confort food, da gustare con chi amiamo nel calduccio delle nostre case mentre fuori l'inverno raffredda l'aria.
Ovviamente non si può gustare al meglio se non si accompagna con un buon bicchiere di rosso e Sabina ha il solito abbinamento per noi.

Stracotto di manzo alla Barbera con patate prezzemolate


La lista della spesa (per 6/8 persone):
  • 1 Kg di polpa di manzo
  • 1 bottiglia di Barbera
  • 2 carote
  • 2 coste di sedano
  • 1 cipolla
  • 1 rametto di rosmarino
  • qualche foglia di alloro
  • olio evo
  • una noce di burro
  • sale e pepe
Per le patate:
  • 1 Kg circa di patate piccoline
  • pan grattato
  • un mazzetto di prezzemolo
  • olio evo
  • sale e pepe
1) Massaggiare la carne con sale e pepe e metterla a marinare nella Barbera con il rosmarino e l'alloro per almeno 6 ore (meglio se tutta la notte) girando la carne di tanto in tanto.
2) Scaldare l'olio e il burro in una casseruola e mettere a rosolare la carne (a fiamma alta) precedentemente scolata dalla marinatura giraldola in modo che si brunisca bene in ogni parte.
3) Sfumare con un bicchiere di marinatura, aggiungere le verdure mondate e tagliate grossolanamente, abbassare la fiamma e cuocere per circa 3 ore aggiungendo di volta in volta la marinatura fino ad esaurimento, regolare di sale e pepe. La salsa ottenuta deve risultare densa, se necessario farla ridurre un po' rimuovendo la carne dalla casseruola.
4) Nel frattempo preparare le patate pelandole e tagliandole a metà, salarle, cospargerle con l'olio, il prezzemolo tritato e del pane grattugiato, mescolare bene, aggiungere una macinata di pepe e cuocere in forno a 200° finchè non saranno tenere e dorate.
5) Tagliare la carne in modo non troppo sottile e filtrare la salsa. Servire con le patate.

L'abbinamento di VivailVino:
Quando Ambra mi ha inviato questa ricetta è stato amore a prima vista, l'ho subito provata! Come si fa a resistere ad un piatto dove il vino è fondamentale non solo a tavola ma anche ai fornelli in una stagione perfetta per questi piatti succulenti e caldi?!
E di succulenza qui ne abbiamo davvero tanta, ci arriva principalmente dalla salsa, ma in parte anche dalla masticazione stessa. Abbiamo poi la tendenza dolce della carne, delle carote e della cipolla. L'aromaticità delle erbe, la speziatura del pepe, una certa untuosità data dall'olio e dal burro fuso. Senza contare che il vino ha giocato un ruolo centrale nel determinare profumi e sapori di questo piatto. Una preparazione decisamente elaborata, con un'ottima persistenza gusto-olfattiva. Per questo il nostro vino dovrà essere intenso e persistente, strutturato, dotato di buona acidità e alcolicità.
Allora rimaniamo assolutamente in tema e portiamo a tavola una buonissima Barbera! Andiamo a prenderla sulle ultime colline del Monferrato a ridosso delle Langhe, e più precisamente a Calosso in provincia di Asti, dove da quattro generazioni la famiglia Scagliola è dedita alla coltivazione delle proprie vigne nel pieno rispetto della natura e dell'equilibrio biologico della vite. La filosofia aziendale  si basa sul fatto che la qualità si fa innanzi tutto in vigna e non in cantina, di qui basse rese per ettaro con l'eliminazione dei grappoli in eccesso durante il periodo estivo e trattamenti fitosanitari ispirati ai principi della difesa integrata.
La Barbera d'Asti Superiore Sansì, presenta al naso sentori di spezie dolci, frutti rossi maturi ed in confettura, con note di cacao e tabacco. In bocca è calda, robusta e molto persistente. Il vino matura per un anno in barriques e rimane per altri 6 mesi in bottiglia prima di venire commercializzato ad un costo di circa 18 euro. Potete tranquillamente invecchiare questa Barbera nella vostra cantina, l'importante è che rimanga ad una temperatura più o meno costante di circa 15° e soprattutto al riparo dalla luce. Servitela in calici ampi intorno ai 18°. Una curiosità, il nome "Sansì" in piemontese significa San Siro che è il nome della frazione dove è nata l'Azienda Agricola Scagliola e dove ancora oggi ha la sua sede.
Dello stesso produttore da segnalare la Barbera d'Asti Frem (sul mercato a 8 euro circa, adatta a primi piatti importanti, carni e formaggi di media stagionatura) e l'invitante Moscato d'Asti Volo di Farfalle ( anche questo sugli 8 euro). Per chi fosse interessato ad una gitarella primaverile, sono possibili visite in cantina previa prenotazione e acquisti direttamente in loco. 
Non mi resta che augurarvi Buon Appetito!
Sabina

lunedì 18 febbraio 2013

FernandoWine Dinner, un appuntamento che sa di mare


E continuano le sfide del FernandoWine Dinner ex Taste&Match, questa volta l'appuntamento ha il gusto del mare, ospitati dal ristorante Bontà d'amare, di cui vi avevo già parlato qui, il 28 febbraio saremo chiamate a preparare un piatto di pesce e ad abbinarlo, come sempre, ad un ottimo vino.
L'iniziativa è organizzata dal mitico staff di Winexplorer, quindi, se amate il pesce e volete assaggiare le nostre ricette, prenotatevi subito QUI, se lo fate on line avrete diritto ad uno sconto del 10% sull'ingresso,,,andate QUI!
Ma veniamo alla mia ricetta, questa volta la sfida era creare un antipasto da abbinare ad uno spumante rosè strepitoso: Rosè Brut Conti di Buscareto


Del vino vi svelerà qualcosa Sabina di VivailVino che mi affiancherà il 28 febbraio, io invece vi racconto il piatto, si tratta di una ricetta fusion, che unisce la cucina cinese alla nostra tradizione veneta in cui la polenta bianca accompagna il pesce.
Il protagonista del mio piatto è il pagello che viene prima fritto e poi cotto nella salsa Sichuan, una salsa speziata e un po' piccantina, i filetti vengono quindi accompagnati con della polenta bianca e del cavolo cinese saltato. Ad esaltare il sapore della salsa c'è anche l' Olio Flaminio, un ottimo olio D.O.P. dei colli di Assisi, posso garantirvi che fa la differenza!
Ma ora vi lascio alla ricetta ma non prima di avervi dato di nuovo appuntamento al 28 febbraio - Taste&Match - Torino - Ristorante Bontà d'Amare - Via San Francesco da Paola 46.

Filetto di Pagello in salsa Sichuan


La lista della spesa (per 8/10 persone):

Per la polenta:
  • 400g di farina di polenta bianca istantanea
  • sale
Per il cavolo cinese:
  • 1 cavolo cinese non troppo piccolo mondato e tagliato finemente a listarelle
  • salsa di soia
  • olio extravergine (io Olio Flaminio)
Per il pesce:
  • 1 Kg di filetti di pagello
  •  farina di polenta bianca q.b.
  • olio di arachidi
  • 1 cucchiaino di maizena
  • 2-4 spicchi d'aglio tagliati a fettine
  • 2,5 cm circa di radice di zenzero fresca a scaglie
  • 1 bicchierino di sakè
  • 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
  • 1 cucchiaio di salsa di soia
  • 150 ml circa di acqua calda o brodo di pesce
  • 1/2 cipollotto tagliato molto fine
  • 2 peperoncini rossi freschi senza semi tagliati a julienne
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • scorza di lime
  • olio extravergine (io Olio Flaminio)
  • sale

1) Preparare la polenta come indicato sulla confezione, stenderla in una placca da forno foderata con carta forno e posizionarvi un altro foglio di carta forno sopra. Con un mattarello spianarla omogeneamente all'altezza di 2,5 circa. Mettere a raffreddare.
2) Salare i filetti di pagello tagliati a pezzi e passarli nella farina di polenta bianca, friggerli in abbondante olio di arachidi caldo finchè non saranno dorati.
3) In una wok scaldare un giro di olio evo Flaminio e rosolarvi lo zenzero e le fettine di aglio, aggiungere il concentrato di pomodoro, sfumare con il sakè quindi aggiungere la salsa di soia e mescolare. 
4) In un bicchierino stemperare la maizena con 2 cucchiaini di acqua calda.
5) Allungare la salsa con l'acqua o brodo di pesce e l'impasto di maizena, fare sobbollire, abbassare la fiamma, mettere il pesce nella salsa e cuocere per cinque minuti, girando di tanto in tanto.
6) Togliere i filetti di pesce dalla wok, aggiungere alla salsa il cipollotto, il peperoncino, lo zucchero ed ancora un filo d'olio. Quando la salsa sarà densa spegnere la fiamma.
7) In un'altra padella saltare a fiamma alta il cavolo cinese con un filo d'olio evo Flaminio e salsa di soia a piacere finchè non sarà tenero ma ancora sodo.
8) Con un coppa pasta ricavare dei dischetti di polenta, posizionare in fondo al piatto (eventualmente scaldare), sistemarvi sopra il cavolo cinese saltato, il pagello e condire il tutto con la salsa. Finire con delle striscioline di scorza di lime. Servire.



VivailVino ci racconta il Rosè Brut Conti di Buscareto:

Solida realtà del panorama marchigiano, l'azienda Conti di Buscareto è nata poco più di 10 anni fa dalla passione enologica di 2 imprenditori informatici che rilevando una vecchia cantina locale sono passati in pochi anni a produrre 250000 bottiglie di vino di qualità, offerte ad un prezzo decisamente vantaggioso. Oltre ai due importanti vitigni autoctoni locali Verdicchio e Lacrima, sono stati impiantati Sangiovese e Montepulciano a fianco degli internazionali Cabernet Sauvignon e Merlot.
Per questo appuntamento enogastronomico ci occupiamo in particolare dello spumante Brut rosè, ottenuto interamente da uve Lacrima. Dopo una vendemmia manuale ed una vinificazione in bianco, la presa di spuma viene ottenuta con il metodo Charmat lungo. Questa tecnica è la stessa usata per la produzione del  Prosecco, ma in questo caso viene allungato il tempo di permanenza sui lieviti per dare allo spumante profumi più ricchi. Dal colore rosa tenue, con perlage fine e persistente, questo brut presenta al naso sentori floreali e di piccoli frutti rossi, in bocca è fresco con una piacevole nota sapida. Da servire ad una temperatura tra i 6 e gli 8 gradi e come si dice...... un sorso tira l'altro! 

mercoledì 13 febbraio 2013

Torta alla birra e noci...o quello che ne resta!:D


Eccomi qui, reduce dal bellissimo Carnevale di Ivrea di cui presto vi racconterò. Oggi voglio lasciarvi una ricettina davvero ottima, tanto ottima che non sono riuscita a fotografare la torta intera!! Il profumo che si è sprigionato dal forno ha attirato le folle e la torta è stata sbranata ancora tiepida. Le caratteristiche di questa torta da forno sono l'aroma dato dalla birra...delizioso...e la consistenza umida che la rende ancora più buona. Vi consiglio però di farla raffreddare bene prima di sformarla perchè tende a rompersi.
Potevamo lasciare la torta sola soletta?? Ma no!!! Chi mangia bene beve meglio e allora, oggi, come tutti i mercoledì, trovate l'abbinamento di Sabina di VivailVino...chissà con cosa accosterà questa profumata torta alla birra?? Non vi resta che leggere!! Io vi saluto e vi do appuntamento a venerdì!

Torta alla birra e noci


La lista della spesa (torta da 26cm di diametro):
- 500g di farina
- 500 ml di birra chiara aromatica (io Bavaria Original 8.6)
- 400g di zucchero
- 250g di margarina Vallè
- 3 uova
- 1 pizzico di sale
- 1 bustina di lievito
- qualche goccia di estratto naturale di vaniglia
- 100g di gherigli di noce + altri da cospargere sopra

1) Montare la margarina con lo zucchero fino ad ottenere un composto spumoso, quindi, sempre montando, aggiungervi le uova, una alla volta, unirvi la vaniglia e quindi, non smettendo di lavorare con le fruste amalgamarvi il composto di farina, sale e lievito alternato alla birra fino a completo utilizzo dei due componenti.
2) Quando il composto sarà gonfio e ben areato aggiungervi le noci tritate grossolanamente, mescolare lentamente con una spatola facento dei delicati movimenti dal basso verso l'alto.
3) Versare il composto in una tortiera a cerniera precedente imburrata ed infarinata, cospargere la superficie con le noci rimaste e infornare a 180° per circa un'ora. Lasciare raffreddare bene, poi togliere dalla tortera e servire.


L'abbinamento di VivailVino:
Ed ecco che questa settimana Ambra mi tenta con un bel dolce, una delizia per il palato in queste fredde sere invernali!
Una torta compatta ma soffice a cui le noci danno aromaticità, una certa grassezza e struttura. Il tocco dello chef è rappresentato dalla birra, che non ha un retrogusto amaro, bensì leggero e fiorito.
Non appena ho letto la ricetta di Ambra la mente mi ha subito fatto attraversare terre coltivate a vite e noccioli per arrivare in un paese al confine tra Langa e Monferrato, dove le vigne rappresentano più del 90% dell'intera superficie agricola, siamo a Castiglione Tinella. E' quì che troviamo l'azienda di Paolo Saracco, una realtà con più di un secolo di storia alle spalle fatta di forte rispetto per il territorio, passione e duro lavoro. Ed è con queste premesse che nasce il Moscato d'Autunno, che mi verrebbe da chiamare "Il Moscato", in quanto rappresenta un riferimento sicuro per tutti gli appassionati di questo vitigno, siano essi produttori o più semplicemente consumatori. Siamo così lontani da quei prodotti mediocri con bolle enormi e profumi evanescenti che spesso ci fanno dire "no grazie, io piuttosto con il dolce preferisco un vino secco".
Il processo di vinificazione combina la tecnologia con l'attenzione a trasferire nella bottiglia tutte le caratteristiche organolettiche presenti naturalmente nell'uva. Già perchè il moscato fà parte dei cosiddetti vitigni aromatici in quanto noi ritroviamo normalmente  nel bicchiere tutti i profumi primari degli acini. Allora ecco che al naso percepiamo i sentori tipici di fiori d'arancio, pesca e salvia. Il perlage è fine, indice di fermentazione e presa di spuma lente e rigorose. In bocca il vino è esemplare, con le sensazioni dolci ben equilibrate dall'acidità e dalla minetralità. E' elegante e di lunga persistenza. Oserei dire perfetto.
Non resta che fare una capatina in enoteca dove troverete questa bottiglia ad un prezzo di circa 12 euro. Ricordate che la temperatura di servizio ideale è tra i 6 e gli 8 gradi.
A questo punto non mi resta che dire........... Buona pausa golosa a tutti!
Sabina


venerdì 8 febbraio 2013

Gnocchetti al nero di seppia con scampi, zenzero, lime e mele spadellate


Anche io ero una delle otto blogger schelte da Mela Val Venosta per testare in cucina le famose e ottime mele Golden Val Venosta. Se mi conoscete almeno un po' potete immaginare che ho subito scartato le ricette più scontate da realizzare con le mele per buttarmi su un piatto salato pieno di brio, in cui le mele hanno davvero un ruolo importante contrastando gli altri sapori, ingentilendoli e creando un insieme davvero particolare ed estremamente piacevole. Sapete cosa manca a questo piatto? Un buon bicchiere di vino bianco freschissimo...ma per questo c'è Sabina, posso dire la mia sommelier??:D Beh un po' sì, lei è una delle fondatrici di VivailVino che ormai da alcune settimane mi accompagna e arricchisce il mio blog completando sempre le mie ricette  con un ottimo bicchiere di vino.
Ma torniamo alle mele Val Venosta e alla loro croccantezza e dolcezza, ci sarebbero 1000 ricette da inventare con delle mele così! Io vi lascio la mia sperando che sia di vostro gradimento, a prestoooooo!!!



Gnocchetti al nero di seppia con scampi, zenzero, lime e mele spadellate


La lista della spesa (per 2/3 persone):
Per gli gnocchi:
- 100g circa di farina
- 500g di patate
- 1 bustina di nero di seppia
- sale q.b.

Per il sugo:
- 500g di scampi freschi
- 1 radice di zenzero piccolina
- 1 + 1/2 mele Golden Val Venosta
- la scorza di un lime grattugiata
- 2 spicchi d'aglio
- un bicchierino di vino bianco (io Vermentino ligure)
- olio evo
- sale e pepe

1) Lessare le patate, pelarle e ancora calde schiacciarle. Aggiungere la farina alle patate, il sale e poi, quando il composto sarà omogeneo aggiungere il nero di seppia. Lavorare bene ed aggiungere farina fino a che il composto si riuscirà a lavorare. Fare dei salamini di pasta e ricavarne degli gnocchetti non troppo grossi.
2) Preparare il sugo scaldando im una padella l'olio con l'aglio intero e lo zenzero fresco sminuzzato, aggiungervi gli scampi, farli rosolare alcuni minuti quindi sfumare a fiamma alta con il vino bianco, fare evaporare il fondo di cottura in modo che rimanga denso, mettere da parte.
3) Nel frattempo mondare e tagliare a cubetti le mele Golden Val Venosta, scaldare in una padella un filo d'olio e quando sarà ben caldo saltare le mele a fiamma alta in modo da farle rosolare ma senza fargli rilasciare l'acqua di vegetazione. Non dovranno risultare molli ma ancora sode. Regolare di sale e di pepe.
4) Mettere da parte gli scampi, lessare gli gnocchi e saltarli nel sugo di crostacei e zenzero, regolare di sale, aggiungervi i cubetti di mela, gli scampi ed impiattare. Finire con la scorza di lime fresca e un giro di olio buono.



l'abbinamento di VivailVino:
Dal Trentino alla Liguria con qualche nota orientaleggiante, quanti profumi e quanti richiami in questo piatto!
Una tendenza dolce che ci arriva praticamente da tutti gli ingredienti con in più il tocco speziato dello zenzero. La nostra Ambra ha usato un vermentino ligure per sfumare gli scampi, un abbinamento perfetto che riprendiamo anche a tavola, lasciandoci cullare dal ricordo di una cenetta estiva in riva al mare...
Il nostro viaggio alla scoperta di produttori che fanno del vino passione e lavoro oggi ci porta a Castelnuovo Magra, in provincia di La Spezia. Da una terra ricca di preziosi minerali dove la vicinanza del mare mitiga il clima, l'azienda Giacomelli produce il Colli di Luni Vermentino Boboli. Un vino di gran carattere ed eleganza, che arriva da  un vigneto impiantato nel lontano 1913 dal nonno dell'attuale proprietario Roberto Petacchi.
Un vermentino che colpisce già agli occhi per il suo splendido colore, propone al naso sentori di frutta matura a polpa gialla e di erbe aromatiche, con una nota minerale sul finale. In bocca sprigiona  freschezza, grande sapidità e una lunga persistenza, doti perfette per controbilanciare le caratteristiche organolettiche del nostro piatto. La vinificazione avviene in acciaio, con un paio di giorni di macerazione sulle bucce e circa 8-10 mesi di maturazione sui lieviti.
Nel servizio non esagerate con la bassa temperatura, questo vino sarà perfetto in calici di media ampiezza e ad una temperatura di circa 12°, solo così godrete appieno di tutti i suoi meravigliosi profumi. Giacomelli ne produce mediamente 12.000 bottiglie, non dovreste avere particolari difficoltà nel trovarlo in una buona enoteca (18 euro circa) oppure potrete approfittare di una gita primaverile in Riviera per recarvi direttamente in azienda, telefonando anticipatamente per la prenotazione.
Dello stesso produttore, ottima la versione del vermentino base per accompanare un pesce al forno o una zuppetta di crostacei, e, chicca dolce, il Passito Persichino.
Non mi resta che augurarvi Buon Appetito........ Alla prossima settimana!
Sabina  

Immagine presa dal web

lunedì 4 febbraio 2013

Tatin ai kumquat, cardamomo e mandorle


Buongiorno e buon lunedì, nelle ultime settimane, sarà che tornare al lavoro mi pesa, mi viene spontaneo iniziare la settimana con un dolcino, quasi per alleviare un po' il colpo.
Allora, come va? Vi do qualche aggiornamento, la mia casa nuova sta cominciando a prendere forma, pensavo che "vivere il cantiere" avrebbe aumentato la mia ansia, invece mi aiuta a immaginare, alimenta l'ottimismo e mi fa bene. L'altra notizia, meno bella, è che la mia reflex mi ha definitivamente abbandonato. Nelle prossime settimane ne acquisterò una nuova, o almeno spero, mi dispiace davvero tanto...:(!
Ma torniamo a news positive, questa settimana mi sembra meno grigia perchè il prossimo week-end, insieme ad alcune amiche di blog...ma amiche amiche amiche...sarò ospite del Carnevale di Ivrea e vivrò tutto ma proprio tutto di questo evento, dal dietro le quinte alle sfilate, al tradizionale lancio delle arance!! Non vedo l'ora!! E voi, mi raccomando, seguitemi che vi racconto tutto...ok? Buon lunedì a tutti i miei lettori vicini e lontani...questa tatin è per voi!!


La lista della spesa:
- 300g circa di kumquat
- 50g di burro
- 100g di zucchero di canna
- mandorle a bastoncino o a scaglie
- 7/8 bacche di cardamomo
- 1 rotolo di pasta sfoglia

1) Scaldare il burro con lo zucchero di canna finche' lo zucchero non sara' sciolto.
2) Aggiungere i kunquat lavati molto bene e tagliati a meta' dalla parte della lunghezza e i semi del cardamomo precedentemente polverizzati. Farli caramellare per circa 15 minuti.
3) Imburrare una pirofila rotonda e cospargere con zucchero di canna. Sistemarvi garbatamente i kumquat con il lato tagliato verso il fondo della pirofila.
4) Se troppo liquido fare rapprendere ancora il fondo di cottura facendolo andare a fiamma media ancora un po' finchè non avrà una consistenza sciropposa.
5) Versare il caramello speziato sui kumquat. Cospargere con le mandorle e coprire il tutto con la pasta sfoglia rimboccando bene i bordi (se ne avanza troppa eliminare un po' di bordo) attorno ai kumquat.
6) Bucherellare la superficie della sfoglia con i rebbi di una forchetta e infornare a 180-200° per circa 20 minuti.
7) Sfornare quando e' ancora tiepida facendo molta attenzione a non rovinare la disposizione dei kumquat.
8) Servire tiepida con ciuffi di panna montata oppure una pallina di gelato alla vaniglia.