giovedì 30 settembre 2010

Di fico in fico...


Ed ecco la seconda ricetta per i miei tanto sospirati fichi, da quando l'avevo vista su un libro di conserve non sono più riuscita a togliermela dalla mente...troppo golosa...già pregustavo l'abbinamento con una selezione di formaggi e l'acquolina saliva saliva salivaaaaa!!!
E' di vostro gradimento? Non so dirvi ancora il sapore in quanto queste preparazioni devono riposare un po' prima di essere consumate per cui...per ora possiamo solo lasciare spazio all'immaginazione...
Ne ho fatti un po' di barattoli con i fichi verdi (sopra) e altri con i fichi neri (sotto).

Fichi sciroppati alla vaniglia

La lista della spesa

- 8-9 fichi freschi tagliati a metà (per 2 barattolini medi)
- 100g di zucchero semolato
- 400 ml di acqua
- 1/2 baccello di vaniglia tagliato longitudinalmente
- 1 cucchiaio di succo di limone

1) Disporre i fichi nei barattoli con la parte tagliata rivolta verso l'esterno e verso l'alto quando si è arrivati all'ultimo strato
2) In un tegame versare lo zucchero, l'acqua e la vaniglia, portare dolcemente ad ebollizione e, mescolando, cuocere fino a che lo zucchero si sarà sciolto completamente (io l'ho lasciato sobbollire per qualche minuto)
3) Togliere il baccello di vaniglia dallo sciroppo, estrarre i semi e versarli nel tegame (con lo sciroppo), poi aggiungere il succo di limone. Infilare il baccello di vaniglia nel barattolo con i fichi (mezzo per ogni barattolo)
4) Versare lo sciroppo sui fichi coprendoli completamente (fate attenzione alle bolle d'aria!!Non ci devono essere bollicine). Chiudere bene il coperchio.
5) Adagiare i barattoli sopra una teglia da forno, avvolgerli in fogli di giornale e passarli in forno caldo a 150° per circa 40 min, i fichi dovranno risultare sospesi nel liquido e lo sciroppo rosato (più o meno a seconda che i fichi siano verdi o neri).
6) Lasciare raffreddare i barattoli completamente. Etichettarlo e conservarlo in luogo fresco e asciutto (al buio). Si conservano dai 6 ai 12 mesi.


Con questa ricetta partecipo al concorso organizzato da Le tamerici

martedì 28 settembre 2010

Che fico!!!!


...ma cosa avevate capito???!!!! Finalmente la settimana scorsa sono riuscita e mettere le mani su un bel mucchietto di fichi (bio per giunta!!!) e dato che ho una vera passione per i fichi sapevo già cosa farne...in realtà avevo scelto le ricette ancora prima di avere i fichi!!!
Questa cheese cake l'avevo adocchiata in un bel libro sui dessert di "la grande cucina italiana" e non vedevo l'ora di realizzarla!!! Un consiglio però, siccome il suo gusto è delicato rende meglio se rimane in frigo almeno dal giorno prima (insomma...potete prepararla con largo anticipo...il gusto ne acquisterà!!!).

Cheese cake di fichi e gelatina di uva fragola

La lista della spesa:

- 280g di biscotti secchi (io integrali)
- 50g di burro
- 180g di ricotta fresca
- 150g di formaggio spalmabile
- 120g di panna fresca
- 3 fogli di gelatina
- 3 fichi + 1 per decorare
- 1 cucchiaio di zucchero di canna
- 3 cucchiai di zucchero a velo
- 250g di uva fragola

1) Lavare e sgranare l'uva e metterla in un pentolino, portarlo sul fuoco dolce per 25 min.
Filtrare e aggiungere al succo di uva fragola un foglio di gelatina precedentemente ammollato
2) Frullare i biscotti nel mixer e unirvi il burro fuso. Foderare il fondo di uno stampo a cerniera con carta da forno e creare la base livellando i biscotti con il burro con l'aiuto di un cucchiaio (un piccolo trucco che uso è quello, una volta distribuito il composto e livellato comprimerlo bene con un batti carne...risulta perfetto!), quindi mettere in frigo a rassodare.
3) Lavorare la ricotta con lo zucchero a velo e il formaggio spalmabile.
4) Pelare i fichi, tagliarli a pezzettoni e caramellarli in padella con lo zucchero di canna e farli raffreddare
5) Ammollare due fogli di gelatina in acqua fredda, strizzarli e scioglierli bene in un cucchiaio di panna liquida riscaldata.
6) Unire i fichi e la gelatina alla crema di formaggio, alleggerire con la panna montata ben ferma e amalgamare delicatamente con una spatola dall'alto verso il basso.
7) Versare nello stampo, livellare, riporre in frigorifero per 20 min circa.
8) Versare sulla superficie la gelatina di uva fragola, conservare in frigo almeno 2/3 ore prima di servire.

lunedì 27 settembre 2010

Schiacciata con uva fragola...una delizia che non avevo mai provato!


Da tempo mi avevano raccontato della bontà di questa schiacciata, amando l'uva fragola non potevo proprio fare a meno di provarla...sono troppo curiosa, così quando ha fatto la sua comparsa sui banchi del mercato sapevo già che fine fargli fare!!! Mi sono affidata alla ricetta  della bravissima Sigrid che abbinava l'uva fragola al rosmarino...devo dirvi che ne sono rimasta incantata...peccato per i semini dell'uva...la prossima volta mi metterò lì con la pazienza di un padre certosino a spulciare tutti gli ossicini! Io ho usato metà dell'uva fragola che ha usato Sigrid perchè mi sembrava già abbastanza ricca così...vi lascio la mia versione:

Schiacciata all'uva fragola e rosmarino


La lista della spesa:
- 500g di uva fragola pulita e sgranata
- 400g di farina
- 150g di zucchero di canna
- 1 cubetto di lievito di birra fresco
- acqua tiepida q.b.
- 1 rametto di rosmarino
- olio evo
- sale


1) Sciogliere il lievito in un bicchiere di acqua tiepida. Mettere nell'impastatrice la farina, 3 cucchiai di zucchero ed una presa di sale, aggiungere il lievito e cominciare ad impastare aggiungendo poco per volta acqua tiepida fino ad ottenere una consistenza elastica e morbida (ma non troppo).
2) Lavorare l' impasto per 10 minuti poi coprire e fare lievitare al caldo per 1 ora e mezza circa
3) Dopodichè prendere i 2/3 dell'impasto e stenderli in un rettangolo e porlo sopra una placca da forno foderata. Lasciando libero un bordo di 5 cm disporre i 2/3 dell'uva sulla pasta. il resto dello zucchero (meno due cucchiai) e il rosmarino finemente tritato al coltello.
4) Stendere l'impasto rimasto in un rettangolo più piccolo, coprire l'uva e ripiegare il bordo di pasta da sotto verso il sopra. Premere bene con le mani in modo che gli acini di uva si schiaccino.
5) Sistemare l'uva che avanza in superficie, condire con due cucchiai d'olio, cospargere con lo zucchero rimasto ed infornare a 200° per30-40 min finchè la superficie non risulterà bella dorata. Lasciare intiepidire o raffreddare prima di tagliare.



Ne approfitto per ringraziare ancora Lucy e Pompadour, qualche giorno fa ho ricevuto il pacco per aver vinto, insieme ad altre fortunate estratte, il contest in questione...ecco il contenuto...

giovedì 23 settembre 2010

L'inizio di una favola...


Oggi vi voglio raccontare questa storia...dolce, divertente, smielata...giudicate voi.

Nel lontano 2002 l'ingegnere si è laureato, per l'occasione decisi di regalargli, o meglio di regalarci due giorni a Firenze, città che io non avevo mai visitato e che tanto desideravo vedere.
Per questa mini fuga romantica ci eravamo come sempre muniti di guida della città e itinerario già pianificato (se no che ingegnere sarebbe???!!!)...così il sabato abbiamo camminato tutto il giorno tra musei e monumenti...una giornata fantastica...e quante cose meravigliose da vedere e da esplorare!!!
La sera, stanchi e contenti abbiamo deciso di cenare in un'osteria, niente di formale ma il cibo era ottimo e l'ambiente confortevole...insomma tutto perfetto...quando sulla via del ritorno l'ingegnere avanza una proposta:
"Amore che ne dici, mi piacerebbe portarti sul Ponte Vecchio, mi hanno detto che la sera è davvero bellissimo"
"Ma amore, io non ce la faccio più sono troppo stanca...il Ponte Vecchio non era previsto per domani???"
"Sì è vero, ma io ti ci voglio portare adesso"
"Ma se ho i piedi come due maritozzi!!!"
"Certo che hai la testa dura...se ti dico andiamo sul Ponte Vecchio..."
"Amore ti prego pietà...sto per stramazzare al suolo"
"Ma io ti devo chiedere una cosa..."
STOP - Parentesi - Erano un po' di mesi che assillavo l'inge con l'idea del matrimonio (ebbene sì l'ho preso per sfinimento!) e lui scherzava un po' sulla cosa divertendosi a farmi delle proposte farlocche...così la proposta del Ponte Vecchio fu per me la goccia che fece traboccare il vaso...
"Smettila di prendermi in giro tanto non ti credo più!!!"
"Stai calma, fidati, andiamo"
"Se mi stai prendendo di nuovo in giro chiamo il mio Babbo e mi faccio venire a prendere!!!!"
"Ah Ah Ah Ah!!!!"
"Non ridere hai capito??!"
"Amore....andiamo sul Ponte Vecchio"
A questo punto intuii che non stava scherzando, i miei piedi si sgonfiarono per incanto e le bolle sparirono...praticamente camminavo a 10 cm da terra...non ho mai coperto una distanza tale in così poco tempo....e fu così che, mentre la luna si specchiava sull'acqua dell'Arno, il mio ingegnere estrasse l'anello e con voce falsamente impostata a mascherare l'emozione galoppante formulò la frase tanto attesa : 
"Mi vuoi sposare?"
Le parole proprio non uscivano dalla mia gola, le lacrime però sì e così riuscii solo ad abbracciarlo forte...lui con gli occhi lucidi mi disse:
"Non mi rispondi?"

Beh, il resto della storia la conoscete, questo è stato l'inizio della mia favola...a voi lascio l'inizio della cena di quella famosa sera...


Medaglioni di polenta con salsiccia e formaggio filante

La lista della spesa:

- 350g di polenta istantanea
- 350g di salsiccia saporita
- 100g di formaggio tipo fontal
- 1 cipolla
- vino rosso corposo q.b.
- 1 barattolo di polpa di pomodoro
- burro q.b.
- olio evo
- 1 cucchiaino di zucchero
- sale e pepe


1) Preparare la polenta seguendo le indicazioni riportate sulla confezione
2) Versare la polenta in una teglia foderata con carta da forno e stenderla in uno strato di circa 2 cm e lasciarla raffreddare
3) Tagliare la cipolla a cubetti e soffriggerla in 2-3 cucchiai di olio evo, liberare la salsiccia dalla pelle esterna e sbriciolarla nella padella con la cipolla, fare rosolare finchè non diventa brunita
4) Sfumare con il vino rosso, poi quando il vino sarà evaporato aggiungere la polpa di pomodoro e lasciare sobbollire il tutto per 20/30 min, regolare di sale e di pepe e aggiungere lo zucchero.
5) Con l'aiuto di un taglia pasta rotondo ricavare dalla polenta i medaglioni
6) Rosolarli nel burro caldo per qualche minuto finchè non saranno dorati da ambo i lati
7) Metterli in una teglia foderata di carta forno, coprirli con il sugo di salsiccia e cospargere con il formaggio a cubetti 
8) Infornare a 200° per qualche minuto finchè il formaggio non sarà fuso

Questo post per ricordarvi di partecipare al "prezioso" contest di Fabiana 




Un modo per raccontarci e condividere qualcosa di noi... Mi raccomando partecipate tutti ci sono magnifici premi in palio!!!!
Non vedo l'ora di leggere i vostri post... in veste di giurata devo puntualizzare che la mia ricetta non parteciperà al contest...era solo un modo per lasciarvi qualcosa di me, raccontarvi il mio "gioiello nel piatto"...e il vostro qual'è??

martedì 21 settembre 2010

Verdure ripiene - Il gran finale...per salutare l'estate e una super vittoria!


...Proprio così, oggi è il primo giorno d'autunno...cambia la musica, giornate più corte, temperature più basse e voglia di mangiare la zuppa. Il mio personale saluto all'estate sono questi pomodori ripieni, che concludono anche il mio viaggio all'insegna delle verdure ripiene...

Pomodori ripieni di orzo al curry

La lista della spesa

- 7/8 pomodori ramati
- 250g di orzo perlato a cottura rapida
- 1 cipolla rossa
- 1 uovo
- 1 cucchiaino abbondante di curry
- 1/2 cucchiaino di curcuma
- olio EVO
- sale e pepe




1) Lavare i pomodori e tagliare la calottina superiore senza rimuovere il picciolo
2) Svuotare i pomodori e lasciarli colare capovolti su carta assorbente per una decina di minuti
3) Intanto lessare l'orzo per circa 5 minuti in acqua bollente salata (l'orzo che avevo io cuoceva in circa 10 min...quindi bisogna regolarsi un po' in base alle indicazioni riportate sulla confezione.
4) Tagliare la cipolla a dadini e soffriggerla in 2 cucchiai di olio EVO, aggiungervi l'orzo, il curry, la curcuma, il sale e il pepe e lasciare insaporire per qualche minuto poi fare raffreddare
5) Salare l'interno dei pomodori, aggiungere l'uovo all'orzo e riempire i pomodori.
6) Sistemarli in una pirofila unta in modo che rimangano in piedi, sistemarvi sopra le calottine precedentemente ricoperte con carta stagnola, irrorarli con un filo di olio EVO e cuocere in forno a 200° per circa 15/20 min.


Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Claudia in collaborazione con Prometeo 





Ho appena appreso di essere una delle vincitrici del contest di Mara e di Albertone in collaborazione con Natalia Cattellani


La gioia provata è davvero indescrivibile...scrivo con le lacrime agli occhi...mai vittoria fu più gradita, per quello che questo contest rappresenta, per il fatto che come mamma è stato per me un onore vincere e perchè so che la vera vincitrice non sono io ma la mia piccola Margherita che ha eseguito la ricetta con impegno e con passione.
Voglio ringraziare davvero di cuore gli organizzatori della "Cometa" e la bravissima Natalia per il bellissimo lavoro fatto e per la grinta che li ha accompagnati in tutti questi mesi.

lunedì 20 settembre 2010

La casa nel bosco - Capitolo dodicesimo - I frutti dell'orto


Eccole qui le verdure del mio piccolo orto di montagna...che ne dite? Non sono incantevoli? Le ho colte un paio di settimane fa...tra un po' la temperatura sarà troppo bassa e l'orto smetterà di produrre, le verdure rimaste non si matureranno più e dovremo togliere tutte le piante lasciando solo un fazzoletto di terra scura.
Queste verdure sono un po' come delle figlie per noi, coltivate con tanta cura per portare nei piatti dei nostri bimbi qualcosa di vero, di puro, ed ogni anno è una soddisfazione (anche perchè sbagliando si impara e quindi ogni anno diventiamo sempre più bravi!) soprattutto è fantastico vedere mio marito, che non simpatizza con le verdure, mangiarle di gusto come se fossero le più buone del mondo.
Questo capitolo è dedicato tutto a loro...

Il "campa 'n drinta"

Voi direte...che cos'è il campa 'n drinta? Questo termine in piemontese vuol dire "butta dentro" ed il principio di questo piatto è proprio questo.
Non è un piatto della tradizione ma un'idea che mi è venuta guardando una mia amica cucinare, lei mette tutti gli ingredienti a crudo tutti insieme e poi cuoce...il problema è che lo fa anche con il sugo, i risotti ecc...
Io ne ho fatto un piatto di verdure che è davvero gustoso...nulla di originale ma un nuovo modo di vedere la cottura delle verdure.
Non vi lascerò la ricetta perchè non c'è una vera ricetta, anzi, il campa 'n drinta cambia in base alle verdure che abbiamo a disposizione, naturalmente ci vuole una cipolla e poi a mio parere deve esserci della passata di pomodoro o del concentrato...insomma il campa è rosso.
L'importante per l'esecuzione di questo piatto è tagliare le verdure sulla base della loro cottura...mi spiego meglio, le verdure che cuociono più in fretta devono essere tagliate più grosse, quelle che prevedono una cottura più lunga devono essere piccolini.
Tagliate tutte le verdure ed eventuali aromi freschi, mettetele in una pentola insieme alla cipolla tagliata e alla passata di pomodoro/concentrato, sale e pepe, irrorare con olio EVO e cuocere a fuoco lento girando spesso.


Io ho provato interessanti varianti che vi consiglio con il tonno, le alicette, le olive...insomma ci si può sbizzarrire...

L'antipasto della Pina

Questa ricetta di zucchini in conserva me l'ha data la Pina (da cui il nome), una vicina dei miei, l'idea mi stuzzicava alquanto, io li ho fatti ma non li ho ancora assaggiati...li voglio gustare tra un po', quando gli zucchini non faranno più comparsa sulle nostre tavole.
Un'idea semplice eppure gustosa da presentare insieme a degli affettati come antipasto per un pranzo tradizionale.

Ingredienti (circa 5 barattolini)
- 1 Kg di zucchini a dadini
- 1 bicchiere di olio
- 1/2 bicchiere di aceto
- 200g di tonno sgocciolato
- 3 acciughe
- 3 cucchiai di passato di pomodoro
- 1 cucchiaio di capperi
- 1 cucchiaino di sale
- olive tagliate a rondelle a piacere

1) Mettere tutti gli ingredienti a freddo in una pentola e fare cuocere per 45 min.
2) Invasare il composto in barattoli puliti, chiuderli bene e sterilizzarli in acqua bollente per 30 min.
3) Lasciare raffreddare, etichettare e conservare in luogo fresco e asciutto.


giovedì 16 settembre 2010

Revoir la mer douce...


Un saluto all'estate che se ne sta andando, al mare che rivedrò l'anno prossimo...il dolce mare della Corsica che custodirà i ricordi di una vacanza travagliata, ricca di risate ma anche di incomprensioni e di errori.
Una vacanza vissuta appieno, dove è tutto troppo ma non abbastanza, dove l'amicizia regna e l'amicizia muore; i gioiosi giochi dei bimbi, l'acqua limpida ed invitante, le risate contagiose, ma anche lacrime e tensioni.
Una vacanza per crescere, per capire, per imparare, per maturare.
Questo mare si porterà via qualcosa che non ci restituirà più...avremo altre occasioni ma non questa, questa l'abbiamo persa...così, in un onda.

Una cosa non la scorderò mai, il profumo delle baguette calde la mattina...e allora un piccolo omaggio a questa vacanza...


Premetto che questa ricetta per le baguette non è proprio come l'originale, forse perchè le dosi sono un po' approssimative, assomiglia più ad una pasta dura e devo dire che a me è piaciuta...ma qualcuno di voi ha una ricetta valida per le baguette che vengano come quelle vere? Se sì me la date? Intanto beccatevi questa che non è niente male...

Le simil baguette

Ingredienti:

Primo impasto:
- 1/2 tazza di farina
- 1 bustina di lievito secco
- mezza tazza di acqua tiepida

Secondo impasto:
- 6 tazze di farina
- 1 uovo
- Olio EVO
- 2 cucchiaini scarsi di sale


1) Sciogliere il lievito in poca acqua tiepida, lavorare gli ingredienti del primo impasto aggiungendo acqua tiepida poco alla volta fino ad ottenere un impasto elastico non troppo morbido ma neanche troppo duro.
Formare una palla, incidervi una croce sopra, immergerla in un recipiente pieno di acqua tiepida ed attendere finchè non verrà a galla.
2) Impastare nuovamente con la farina del secondo impasto ed il sale (io ho aggiunto ancora una tazza circa di acqua tiepida...bisogna un po' regolarsi con l'impasto che non deve essere ne troppo duro ne troppo molle) e lavorare per 20 minuti.
3) Fare lievitare al caldo finchè non avrà raddoppiato il suo volume, quindi schiacciare la massa con i pugni e rimpastare nuovamente.
4) Modellare l'impasto dandogli la forma di 2 o più bastoni appuntiti alle estremità ed incidere la superficie per tutta la lunghezza con un taglio o 3-4 tagli in diagonale.
5) Disporli sulla placca da forno foderata e fare cuocere a 220° per circa 10 min e poi a 180° per circa 30 min finchè non risulteranno dorate poco prima di spegnere il forno spennellare la crosta con l'albume dell'uovo.

Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Sara 


Con la foto dal gabbiano, scattata dalla mia amica Flo, partecipo al gioco estivo di Debora


ATTENZIONE ATTENZIONE!!! 
Ho ancora due annunci, il primo riguarda il fantastico contest di Fabiana 



Partecipate numerosi!!!Ci sono dei bellissimi premi in palio e poi...ci sono io in giuria...un vero onore!!!!
Allora? Che aspettate? Siete già ai fornelli? Benissimooo!!!

Il secondo è per gioire con voi del fatto che la qui presente è una delle vincitrici del contest di Lucy 


Questa vittoria, sia chiaro, non è il risultato della mia bravura ma solo della dea bendata che ha deciso di premiarmi sorteggiandomi...ogni tanto un po' di fortuna ci vuole no?

martedì 14 settembre 2010

Atto terzo - Ancora peperoni...


Continua il nostro viaggio nelle verdure ripiene (tranquilli siamo quasi al capolinea!), sempre di peperoni si tratta ma questa volta ripieni di tonno e mozzarella...versione tra le mie preferite...davvero deliziosa!
Di solito in queste ricette elimino l'aglio...o meglio, lo inserisco nella ricetta ma non lo pratico...causa spiccata repulsione da parte dell'ingegnere per i bianchi spicchietti (un raro caso di vampirismo? Boh!)...la coincidenza ha voluto che il suddetto ingegnere fosse in trasferta e così i miei bimbi ed io (ebbene sì questa volta se lo sono pappato) ci siamo mangiati di gusto questi peperoni nella versione integrale!! Quando l'inge è rientrato dalla trasferta si è subito accorto del misfatto nel momento in cui mi ha baciato sulla porta...ops!

Ingredienti:
- 3 peperoni gialli
- 400g di tonno sott'olio sgocciolato
- 4 fette di pane in cassetta
- 2 uova
- un mazzetto di basilico
- mezzo spicchio d'aglio :D
- 1 dl di vino bianco secco
- 200g di mozzarella
- 50g di pinoli
- olio EVO
- sale e pepe


1) Abbrustolire i peperoni lavati ed asciugati nel forno finchè non si raggrinziscono in superficie poi farli raffreddare
2) Frullare nel mixer il tonno con il pane spezzettato privato della crosta, le uova, le foglie di basilico e l'aglio regolando la densità del composto con poca acqua fredda, salare e pepare
3) Tagliare la mozzarella a dadini, lasciarla sgocciolare in un colino per qualche minuto e poi asciugarla con della carta da cucina e unirla al composto di tonno
4) Tostare metà dei pinoli ed aggiungerli al mix
5) Incidere i peperoni ed eliminare un pezzo di polpa col coltello (mantenere il picciolo) ottenendo un' apertura, pulirli bene internamente e farcirli con il composto di tonno
6)Trasferire i peperoni in una teglia da forno unta e cospargere la superficie con i pinoli rimasti. Versare il vino sul fondo della teglia e cuocere a 200°per 30 min

lunedì 13 settembre 2010

La casa nel bosco - Capitolo undicesimo - Il viaggio continua


...Sono contenta di potervi raccontare ancora storie, storie di montagna, di natura che cambia, di stagioni che si alternano, di boschi incantati, del calore di una stufa, del sapore di erbe selvatiche, del rumore dell'acqua della fonte, del colore del sole che tramonta...storie semplici...il nostro viaggio continua...





Capitolo undicesimo: Santoreggia e Bacche di rosa canina
 


La santoreggia o erba cerea è un'erba aromatica molto molto profumata, questa varietà è quella selvatica ma viene anche coltivata, ha proprietà digestive e antisettiche.

Insalata tiepida di trenette con pomodorini e santoreggia fiorita


Ingredienti:
- 250g di trenette
- 10/15 pomodorini ciliegini
- 200g circa di primo sale
- 1 mazzetto di santoreggia fiorita
- olio EVO
- sale e pepe


1) Lavare e tagliare i pomodorini in 2, lavare la santoreggia e tritarla lasciando qualche germoglio fiorito da parte per decorare
2) Tagliare il primo sale a cubetti e metterlo in un recipiente con i pomodorini e il trito di santoreggia, condire con olio EVO, sale e pepe
3) Cuocere le trenette in acqua bollente salata, scolarle e condirle con il preparato di pomodorini e primo sale girando velocemente per non far fondere troppo il formaggio
4) Decorare con i germogli di santoreggia fiorita e servire

Gelatina (liquida) di pere e bacche di rosa canina


Questa deliziosa quasi gelatina, è venuta abbastanza liquida il che non è per nulla male, io l'ho provata sul gelato fior di latte e sulle fette biscottate...davvero un nettare!!!!
Per farla più solida forse si dovrebbero evitare le aggiunte di acqua che ho fatto io dovute al troppo asciugarsi delle bacche sul fuoco...la prossima volta provo la cottura al microonde, secondo me per questa operazione è ottimale.
Vi lascio comunque la ricetta originale con tra parentesi le mie aggiunte.

Ingredienti:
- 250g di bacche di rosa canina pulite
- 500g di pere pulite e tagliate in pezzetti
- 300ml di acqua (io ne ho aggiunta ancora circa 150ml)
- zucchero
- succo di limone


1) Mettere le bacche in un tegame con 150 ml di acqua, portare ad ebollizione, abbassare la fiamma e coprire. Lasciare sobbollire per 40/45 min (io durante la cottura ho aggiunto ancora 150 ml di acqua calda perchè si asciugavano troppo le bacche
2) Fare la stessa cosa con le pere facendo sobbollire fino a quando il composto sarà molto denso
3) Lasciare raffreddare poi versare i composti in 2 setacci a trama fitta sopra altrettante ciotole e lasciarli filtrare per tutta la notte
4) Mischiare i due liquidi ottenuti, misurarli e trasferirli in un tegame pulito. Per ogni 600g di liquido aggiungere 500g di zucchero (io ho ottenuto circa 100g di liquido), il succo di mezzo limone e scaldare a fuoco lento fino a quando lo zucchero si sarà sciolto, cuocere fino a raggiungere la giusta consistenza (è rimasta comunque fluida)
4) Versare la gelatina in contenitori di vetro caldi e asciutti (con questo quantitativo ho ottenuto il vasetto in foto), chiudere con un coperchio a tenuta stagna, etichettare, lasciare raffreddare, poi riporre in luogo fresco e asciutto, si conserva per 3-4 mesi


Vi ricordate il nocino che era in rubrica un paio di mesi fa? Ecco il risultato dopo il dovuto riposo...che ne dite?



 E che ne dite di questi stivaletti? Li ho trovati in un vecchio scatolone quando siamo venuti in questa casa...forse qualcuno di voi si ricorda che erano un omaggio di qualche famosa casa di liquori negli anni '70...per me hanno davvero un valore particolare, mi ricordano di estati da bambina in montagna, quando mio papà e mio zio bevevano l' "ammazza caffè" proprio in questi simpatici bicchierini...ricordi di risate, estati piene di gioco e della compagnia dei miei cugini...quando li ho scovati nello scatolone non ho avuto dubbi...dovevano essere miei...ed eccoli qui...ad ingrossare le fila delle mie carabattole alle quali non potrei mai rinunciare...




Con questi bicchierini (e la ricetta del nocino) partecipo al contest di ammodomio